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Recensione “Il mercante di vendette” di Bianca Marconero

 

“«E intendo che mi piaci nel bene e nel male. Non sei perfetto, ma in qualche modo mi migliori. E lo so che mi spezzerai il cuore. Lo so. È come se questa storia fosse già scritta. Ma finché durerà, finché sarai mio, io mi godrò ogni singolo momento. E sarò sempre felice di essere stata tua, per un po' di tempo.»”


Bianca Marconero è una delle mie autrici del cuore. Con “Lady Pride and Mr Prejudice” mi aveva totalmente rapita, con “Il mercante di vendette” ha superato ogni limite.

Retelling dell’“Otello” di Shakespeare, la storia si concentra principalmente su Bianca e Iago (con vari personaggi secondari che non ho potuto fare a meno di amare).
In una scuola inglese a tinte dark, la vicenda ruota attorno al “Mercante di vendette", una figura avvolta dal mistero, basta contattarlo per vendicarsi di ogni torto subito. Cos’è però la vendetta? Una volta ci ho pensato anch’io. . .. avevo subito un grande danno e l’unica cosa che volevo era fare soffrire quella persona ma poi a conti fatti cosa me ne sarebbe venuto? Probabilmente, conoscendomi, avrei fatto ancora più male a me stessa e alla mia anima.
Il libro è diviso in cinque atti (come la famosa tragedia), la nostra adorata storia d’amore c’è ma è contornata da intrighi, tradimenti e bugie. Un mistery con risvolti inaspettati che tratta anche temi di manipolazione, dolore e rapporti umani sbagliati.
Nulla è dato per scontato e a tratti mi è sembrato davvero di vivere una tragedia, per leggere questo libro mi sono dovuta munire di una buona dose di camomilla doppia. 
Con assoluta certezza confermo che “Il mercante di vendette” ha colpito e ti ringrazio Bianca per quel finale al cardiopalma che mi conferma che (almeno nei libri) l’amore esiste.


“Passavo e ripassavo tra le ciocche, le spingevo dietro le orecchie, le facevo scorrere tra le dita, gli sfioravo la nuca. Ecco a cosa servono i tuoi capelli. Ecco a cosa servono le mie dita.”


“Il buio è amico degli inganni.”


“«Hai delle fantasie e dei desideri, è ovvio. E la soluzione non è reprimerli.» «No?» «La soluzione è assecondarli.»”


“«Tu non hai la sensazione che siamo tutti su un grande palcoscenico, intrappolati in ruoli e aspettative?» chiese Julian. «Non ti senti come un attore con un copione in mano?» «L’importante è che tu sia l’autore di quel copione. Che sia padrone, se non della tua vita, almeno delle tue maschere.»”


“Tu mi guardi e io mi sento parte di qualcosa. Come se mettessi a fuoco il mio scopo. Io ti guardo e mi sembri l’unica candela in una stanza buia. Perché in un mondo di persone grigie tu sei l’unica che splende.»”


“Sei già tutto per me e io vorrei, comunque, che tu fossi di più»”


“«E intendo che mi piaci nel bene e nel male. Non sei perfetto, ma in qualche modo mi migliori. E lo so che mi spezzerai il cuore. Lo so. È come se questa storia fosse già scritta. Ma finché durerà, finché sarai mio, io mi godrò ogni singolo momento. E sarò sempre felice di essere stata tua, per un po’ di tempo.»”


“Tu mi proteggi e io ti proteggo. Tu ti lasci toccare e io mi lascio toccare.»”


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