Passa ai contenuti principali

Recensione “Verity” di Colleen Hoover

 

Dear romantic readers, come ormai sapremo tutti, i libri della Hoover una volta che li hai iniziati ti prendono e ti trascinano in un mondo tutto loro fatto di luci e ombre.


Lowen è una scrittrice sull’orlo della banca rotta che verrà assunta da Jeremy per scrivere un libro crime con gli appunti della moglie in coma a causa di un incidente. La donna si trasferirà a casa dell’uomo per entrare nella testa della scrittrice ma la scoperta di un manoscritto di quest’ultima non farà altro che sconvolgerla del tutto, rivelazioni agghiaccianti e segreti oscuri saranno il filo conduttore dell’intero racconto.


Mi trovo in estrema difficoltà non sarebbe giusto far spoiler per questo cercherò di dire il minimo indispensabile. 
Lowen è un personaggio molto complesso, una scrittrice con problemi pregressi che incapperà in un uomo perfetto costretto dalle circostanze a prendersi cura da solo di un bambino e della moglia in coma. Ma cosa si nasconde dietro tutta quella perfezione? 


“Mi sono trasferita in città per essere invisibile, ma di certo non sono impenetrabile. Mi sono impegnata, ho cercato di diventare dura come il cemento sotto i miei piedi, ma non funziona.”


“Finalmente scopro com’è il suo sorriso”


Lowen e Jeremy come personaggi di questo crime mi hanno convinto moltissimo ( gli ultimi tre solo stati a dir poco sconvolgenti).
Quello che emerge in ogni libro della Hoover è la contrapposizione tra ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. È assurdo come basti poco per stravolgere un determinato evento. Parole, sguardi e sensazioni sono cruciali.

Con questo libro è riuscita a creare personaggi con menti contorte e una storia da farti mancare il fiato. Se all’inizio mi ero fatta le mie idee, all’improvviso la Hoover ha fatto crollare le mie certezze, COMPLIMENTI DAVVERO.

Ho iniziato la lettura con la consapevolezza che stavolta la scrittrice avrebbe “aperto i suoi orizzonti”, mi è piaciuto tutto, anche se a tratti ho avuto davvero i brividi. Non aspettatevi un romance classico, c’è qualcosa ma....
Considerando che siamo in periodo di Halloween lo trovo una buona scelta. 


“Voglio che mi tocchi ancora, eppure è una cosa che non dovrei desiderare affatto.”


“Trova ciò che ami e lascia che ti uccida. Charles Bukowski”


“Avevo bisogno di compiacerlo. Avevo bisogno di essere ciò che lo faceva sorridere, respirare, svegliare al mattino. E per un po’ lo sono stata. Mi amava più di quanto amasse qualsiasi cosa o persona. Ero la sua unica ragione di vita.”


“Io. Ero. Cotta. Di. Lui. Dipendevo da lui. Non sono sicura che la mia dipendenza fosse salutare. Sono ancora dipendente, a dire il vero. Ma quando s’incontra una persona in grado di fare sparire tutta la negatività dalla tua vita, è difficile non nutrirsene. Mi sono nutrita di Jeremy per mantenere viva la mia anima. Era affamata e avvizzita prima d’incontrarlo, ma stare in sua presenza mi ha sfamata. A volte avevo l’impressione di non essere più capace di funzionare senza di lui.”


…. sul profilo Instagram e scorrendo il post fino alla fine troverete un piccolo tocco personale che nasce dalla mia seconda passione oltre ai libri: la moda…. 


Se ti è piaciuto il post lascia un commento e condividi 😘





Outfit:

@thefrankieshop Camicia 

@brunellocucinelli_brand Sandali

@pinkoofficial Jeans 

@ysl Top

Commenti

POST POPOLARI

Recensione “Flirt in kilt” di Meghan Quinn

  Dear romantic readers, Meghan Quinn è, ormai, diventata una costante tra le mie letture. Lei, regina americana delle commedie rosa, con “Flirt in kilt” ci porterà dalla California alle Highlands, a conoscere una piccola cittadina di 360 persone. Reduce dal terzo licenziamento di fila e convinta di non aver ancora trovato il proprio scopo nella vita, la californiana Bonnie ha bisogno di un cambiamento. E così, quando insieme alla sua migliore amica Dakota si imbatte in un annuncio di lavoro peculiare, si ritrova ad accettare la gestione di una caffetteria situata nientemeno che in un ameno paesino delle Highlands scozzesi. Peccato che la caffetteria sia meno idilliaca del previsto. Se non fosse per Rowan MacGregor, il figlio dei proprietari della caffetteria sempre pronto a criticare, Bonnie si impegnerebbe nella ristrutturazione del locale per riportarlo a nuovo splendore. Ma non può occuparsene senza il necessario aiuto – e i mille talenti – di Rowan, su cui lei cominc...

Recensione “La sindrome di Didone: Tracotanza e Superbia” di Christina Mikaelson

  Dear    romantic readers, ho aspettato anche troppo per leggere i due volume della trilogia de “La sindrome di Didone”.  Siamo nel 2006 quando ancora non avevamo gli smartphone di oggi, quando i messaggini erano contati e avevi un tot di parole per scrivere. Io ricordo ancora i “trilli” su MSN. Ho letto questi libri con un sorriso sulle labbra, ricordando le sensazioni, i “drammi” e le emozioni di quando ero al liceo.  Tracotanza e Superbia, i due volumi sono l’uno il continuo dell’altro. Il tutto inizia con Caterina. Caterina è la ragazza stile Hermione Granger, quella che alla discoteca preferisce stare a casa a vedere una serie o studiare. Questo suo carattere è visto dagli altri in malo modo tanto da farla sembrare invalicabile da tutti. Gli unici amici che ha sono Micaela (che vive ormai a Milano), Beatrice e Leonardo (la cotta storica). Purtroppo Leo e Bea stanno insieme così Caterina architetta un piano fidanzandosi (per far ingelosire Leo) con ADRIANO ...