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Recensione “Maleficent Susan” di Raffaella V Poggi

 

Dear romantic readers, “Maleficent Susan” è il quarto volume degli stand-alone della Austen society. Questi romanzi che nascono come rivisitazione di Jane Austen mi hanno letteralmente conquistata.


Mi chiamo Frederica Vernon mi sono ritrovata molto presto a dover provvedere a me stessa.

Ce l’ho fatta anche da sola: ho trovato la mia strada che percorro a testa alta.

Mi hanno proposto di fare da testimonial per un grande brand americano, un’occasione imperdibile.

Rex è l’essere arrogante e presuntuoso che ha ottenuto il ruolo di CEO nell’azienda di cosmetici fondata da mio padre e ora sta seduto sulla sua poltrona.

Pensa che tutto il mondo ruoti attorno a lui: sa di essere più bello di Adone e che tutte le donne gli muoiono dietro.

Ma non io!

Non ho fatto bene i conti…

Né con Rex, né tantomeno con Susan.

Chi è Susan?

Susan Vernon, Lady Malefica… mia madre.


“E finalmente lei sorride, non so se sia per me o per i bambini che ci saltellano intorno, ma non importa, perché sono comunque io a godermi il momento, mi godo il suo volto lievemente arrossato e luminoso e gli occhi che luccicano di gioia.

Mi godo lei.

È davvero bellissima.

Semplicemente bellissima.

Profuma d'estate, di brezza e di fiori, inspiro per conoscerla anche così, non solo con gli occhi, per ricordarmi la sua essenza quando sarò costretto a lasciarla andare.”


“E nella realtà mi sono ritrovata sola, senza nessun Principe che accorresse in mio aiuto. Tantomeno lui.

Tuttavia, tutto ciò che è accaduto non ha mai impedito al mio pensiero di indugiare proprio li, dove non avrei dovuto - dove non dovrei - anche solo per qualche breve momento, prima che la lucidità prendesse il sopravvento e dissipasse le fantasie come una folata di vento.”


Freddy e Rex sono la pulce e il principe azzurro, sono la damigella e il cavaliere. 

Freddy è una donna dai tanti volti, se da un lato è una fotomodella che ha sfilato per Valentino e Gucci, dall’altro è la ragazza insicura e fragile che la matrigna ha sempre detestato. E quando si parla di matrigne la mia mente va subito a Cenerentola…. Perché lei una Cenerentola lo è stata, è partita dal basso costruendosi la sua realtà mattone dopo mattone. Perché noi donne possiamo farcela senza un principe azzurro, ai giorni d’oggi non saprebbe nemmeno trovare l’indirizzo di casa probabilmente. Mi ha fatta commuovere tanto il legame con suo padre, come lei fosse felice di raccogliere la sua eredità. 

Rex, questi uomini galanti e d’onore sono sempre i miei preferiti. Rex ha sempre tenuto a Freddy e per lei avrebbe fatto letteralmente di tutto. 


“«Non lasciarmi qui da sola, ti prego, non lasciarmi qui da sola.»

«Non ti lascio sola. Non ti lascio più sola.»”


“Questa notte ho dovuto ammettere a me stessa di amare Rex, ancora e sempre, in modo disperato, senza rimedio.

Ma lui, per me, è veleno.”


In questo libro largo spazio lo si deve dare alla matrigna, mi è piaciuto molto leggere di queste “interruzioni” tra i capitoli che vedevano le sue conversazioni e i suoi intrighi e i barcode per la musica? Semplicemente geniali.

Cara Raffaella V Poggi ho adorato la rivisitazione di Lady Susan, l’ho letto molti anni fa e questo tuo romanzo è un degno erede moderno. 


“io ti seguo anche in capo al mondo, amore mio, anche in capo al mondo»

concludo, infervorato.

«Amore tuo?» Sembra stupita dalle mie parole.

«Oh sì, amore mio.» Mi sa che devo spiegarglielo molto chiaramente quello che provo. «Sei rimasta solo tu a non aver capito che ti amo»”


…. sul profilo Instagram e scorrendo il post fino alla fine troverete un piccolo tocco personale che nasce dalla mia seconda passione oltre ai libri: la moda…. 


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Outfit:

@berna.com.ar Abito

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